Shigeo Tokuda porno-attore a 74 anni

28 Luglio, 2008

Giappone – Shigeo Tokuda, questo è il suo nome d’arte, è un arzillo 74enne giapponese che una volta andato in pensione ha deciso di tenersi impegnato facendo l’attore pornografico part-time.

In 14 anni di carriera Shigeo ha al suo attivo circa 350 pellicole ed è diventato una vera celebrità tra gli appassionati giapponesi di film porno.

Noncurante dei suo problemi di cuore, il nonno pornostar prevede di continuare a lavorare fino ad 80 anni ed anche oltre se il mercato cinematografico richiederà ancora la sua presenza.

Appena appresa la notizia, un noto politico/imprenditore italiano che fa spesso sfoggio delle sue doti di “latin-lover” e di cui rispettiamo l’anonimato, ha valutato l’idea di abbandonare la carriera istituzionale per raggiungere il coetaneo giapponese nel fiorente mercato dell’hard.

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Quanto “gas serra” produce una mucca?

9 Luglio, 2008

Argentina – Questa semplice domanda, che l’uomo da secoli si pone, è stata finalmente presa in considerazione da alcuni scienziati argentini i quali vogliono studiare gli effetti nocivi che le “emissioni” bovine possono avere sul clima.

Il metodo che i luminari argentini hanno scelto di utilizzare per raccogliere le flatulenze delle mucche ci lascia tutti di stucco; nessuno aveva mai ipotizzato l’utilizzo di un dispositivo a così alto contenuto tecnologico: un pallone di plastica collegato ai “tubi di scappamento” della mucca. Eppure i riceratori hanno reso possibile ciò che alla massa pareva impossibile.

Ma non si sono limitati solo a questo, misurando il contenuto dei palloni sono arrivati a stabilire che una mucca di 550kg emette ogni giorno dagli 800 ai 1000 litri di metano, gas 23 volte più dannoso per l’ambiente rispetto alla CO2.

Guillermo Berra, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola, afferma con stupore che il 30% delle emissioni di gas serra prodotte in argentina potrebbero derivare dai bovini.

Così un altro interrogativo che tormentva il sonno dell’umanità sin dalla notte dei tempi è stato risolto, tutto ciò grazie agli scienziati argentini, che la redazione ringrazia di cuore.

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L’industria portoghese dei falli di ceramica è in crisi

5 Luglio, 2008

Portogallo – La tradizionale produzione di falli in ceramica sta inesorabilmente andando incontro ad un tragico destino. Le esportazioni sono in declino, la domanda di tazze e bottiglie di forma fallica sta diminuendo costringendo gli artigiani a ridurre l’offerta o addirittura a chiudere bottega.

Su tutto il territorio portoghese un solo laboratorio è riuscito a sopravvivere, quello dei coniugi Francisco e Casilda Figueiredo (68 e 65 anni) i quali da trent’anni sfornano e decorano migliaia di peni dalle svariate forme e misure.

Leggenda vuole che la tradizione dei falli di ceramica sia nata a metà ‘800 sotto il regno di Dom Luis, fu proprio il sovrano a suggerire agli artigiani della ceramica di creare qualcosa di nuovo per risollevare la loro economia e così venne l’idea di modellare bottiglie, vasi, tazze ispirandosi alla forma dell’organo maschile. L’intuizione dette i suoi frutti perché cominciarono ad arrivare ordinazioni da tutta Europa.

Ora però i tempi sono cambiati e avere un fallo di ceramica in casa non fa più “tendenza”, non è trasgressivo; così i poveri artigiani portoghesi hanno dovuto chiudere baracca e burattini.

Il team di economisti di rassegnastanca ha prodotto un grafico rappresentante la produzione annuale di falli negli ultimi 60 anni, e come si può vedere il trend è preoccupante.

Non è umanamente possibile rimanere immobili a guardare l’industria dei peni di ceramica agonizzare. Qualcosa va fatto. Rassegnastanca, che ormai da anni si preoccupa delle sorti del nostro pianeta , suggerisce di “adottare” un fallo di ceramica ed esporlo sulla finestra di casa, come un silenzioso monito che recita: Sosteniamo la produzione portoghese di falli di ceramica!

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