L’industria portoghese dei falli di ceramica è in crisi

Portogallo – La tradizionale produzione di falli in ceramica sta inesorabilmente andando incontro ad un tragico destino. Le esportazioni sono in declino, la domanda di tazze e bottiglie di forma fallica sta diminuendo costringendo gli artigiani a ridurre l’offerta o addirittura a chiudere bottega.

Su tutto il territorio portoghese un solo laboratorio è riuscito a sopravvivere, quello dei coniugi Francisco e Casilda Figueiredo (68 e 65 anni) i quali da trent’anni sfornano e decorano migliaia di peni dalle svariate forme e misure.

Leggenda vuole che la tradizione dei falli di ceramica sia nata a metà ‘800 sotto il regno di Dom Luis, fu proprio il sovrano a suggerire agli artigiani della ceramica di creare qualcosa di nuovo per risollevare la loro economia e così venne l’idea di modellare bottiglie, vasi, tazze ispirandosi alla forma dell’organo maschile. L’intuizione dette i suoi frutti perché cominciarono ad arrivare ordinazioni da tutta Europa.

Ora però i tempi sono cambiati e avere un fallo di ceramica in casa non fa più “tendenza”, non è trasgressivo; così i poveri artigiani portoghesi hanno dovuto chiudere baracca e burattini.

Il team di economisti di rassegnastanca ha prodotto un grafico rappresentante la produzione annuale di falli negli ultimi 60 anni, e come si può vedere il trend è preoccupante.

Non è umanamente possibile rimanere immobili a guardare l’industria dei peni di ceramica agonizzare. Qualcosa va fatto. Rassegnastanca, che ormai da anni si preoccupa delle sorti del nostro pianeta , suggerisce di “adottare” un fallo di ceramica ed esporlo sulla finestra di casa, come un silenzioso monito che recita: Sosteniamo la produzione portoghese di falli di ceramica!

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6 Risposte a “L’industria portoghese dei falli di ceramica è in crisi”

  1. Ciccio Dice:

    Per fortuna che esiste sempre RassegnaStanca. Solo un appunto, hai dimenticato una N in “industria” nel titolo…Riguardo alla produzione di falli in ceramica, ho un’amica che potrebbe prenderne 3 o 4, ma credo che ognuno di noi abbia un’amica così, quindi coinvolgiamole e risolevviamo la produzione artigianale portoghese.

  2. umberto Dice:

    Bene! Risolleviamo questa tradizione ma per poterne ordinare qualcuno di questi “bellissimi” Falli ?Qual’è lindirizzo? Umberto

  3. giulia Dice:

    grazie a rassegnastanca ho risolto con grande anticipo l’annosa questione dei regali di natale…basta cioccolate e cornici dell’equosolidale,quest’anno a mamma e papà regalo un bel set di ceramiche portoghesi,sono sicura che apprezzeranno!

  4. Mitja Dice:

    Ho un’idea. Potremmo ordinare un tir pieno di questa bellissima ceramica portoghese e attaccare su ciascuna tazza/tazzina etc. una foto del nostro premier. Secondo me a quel punto andrebbero a ruba…

  5. Giacomo Dice:

    Più che al premier io la ceramica portoghese la manderei al nostro ministro per le pari opportunità, così si potrebbero soddisfare sia la ministra che la bassa domanda di tazze falliche: questo sarebbe un chiaro esempio di ciò che in Toscana definiscono “due piccioni con una fava”!
    Colgo l’occasione per fare i complimenti al nostro editore/giornalista, ultimo baluardo di professionismo in questo martoriato settore.

  6. pascal tribolatì Dice:

    sono disperato,anchio stò producendo peni in ceramica refrattaria, di gni misura e dimensioni,in posizione di riposo e non.Trovo fantastica l’idea di affiggere le foto del Premier.La cosa che mi Turba è esporre i manuftti in Italia più precisamente a Perugia,Ho paura di “turbare”.Vi saluto e tanti auguri al PENE

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