Cari lettori e amici di rassegnastanca,
molti di voi si saranno chiesti perché le pagine di questo blog ormai da mesi non ospitano più notizie; molti di voi avranno sofferto molto di questa mancanza; capisco sia difficile scegliere quotidianamente le notizie più rilevanti su cui soffermarsi, senza il prezioso ausilio offerto dal nostro blog; molti di voi probabilmente dal giorno in cui l’ultimo post è stato pubblicato non hanno più letto alcun giornale né guardato un tg, perciò da allora avete perso ogni contatto con la realtà.
La nostra piccola redazione si assume tutte le responsabilità dei danni causati dal “vuoto giornalistico” lasciato negli ultimi mesi.
Ci dispiace di avere deluso i nostri lettori, ma vorremmo elencare di seguito alcune concause che hanno reso il nostro lavoro ancora più arduo e ci hanno spinto, infine, a sottrarci dal nostro dovere giornalistico.
Innanzitutto, ad ostacolare il lavoro della redazione di rassegnastanca si è messa la realtà dei fatti stessa, ultimamente le notizie di cronaca e di attualità non ci permettono di rimanere fedeli alla nostra linea editoriale che affonda le sue radici nelle notizie bizzarre, eccentriche, minchione che affollano i quotidiani. Ormai è difficile scindere il reale dal surreale, il serio dal faceto, il sacro dal profano…questo ha complicato di molto il nostro lavoro ed ha offuscato il ruolo di rassegnastanca nel panorama editoriale nazionale.
In secondo luogo, recentemente rassegnastanca ha sofferto molto della concorrenza di testate giornalistiche molto più imponenti ed illustri, le quali hanno compreso l’importanza delle cosiddette “notizie futili” facendone il loro fulcro. Se prima la nostra redazione doveva fare i conti con avversari minori, quali Studio Aperto o il Tg2, ora anche l’illustre Tg1 si è gettato a capofitto nel mercato dell’informazione “leggera” sbaragliando ogni avversario.
Per rassegnastanca sono tempi duri, e sarà difficile riprendere la nostra attività in un periodo di così grave spaesamento e confusione nel mondo della comunicazione di massa; ma vogliamo raccogliere il guanto della sfida e ricominciare a fare quello che meglio sappiamo fare con rinnovata passione e con la convinzione che il nostro lavoro sia insostituibile.
In fondo, come disse Emilio Fede nel 1990 parlando del suo Tg4: “[...]la necessità di un Tg che rompa le regole tradizionali dell’ informazione ormai l’avvertono tutti….”, e come dargli torto. Oggi come non mai rassegnastanca condivide le parole del caro Emilio, e con forza vuole ritornare a rompere le tradizionali regole dell’informazione.
Buona lettura.
Pubblicato da rassegnastanca
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