Huston – Dopo la scoperta della penna a sfera e l’invenzione dell’apriscatole
elettrico questo è sicuramente il fatto più importante portato alla
luce dagli scienziati della NASA: lo spazio profuma di bistecca fritta.
Proprio così, inimmaginabile, nessuno avrebbe mai pensato ad una tale rivelazione.
“Quando gli astronauti sono rientrati nella navicella – ha spiegato Steve
Pearce, uno dei responsabili dell’Omega Ingredients, società inglese
specializzata nel campo delle fragranze – si sono tolti i caschi e
hanno percepito quella inconfondibile fragranza; abbiamo raccolto le
loro testimonianze e iniziato a lavorare seguendo le loro indicazioni”.
Una scoperta che cambierà l’esplorazione spaziale.
Il responsabile della società inglese ha comunicato che gli scienziati si
sono già messi all’opera nel tentativo di studiare questo fenomeno e
che sarebbero addirittura riusciti a riprodurne l’odore. Questo
permetterà agli astronauti di potersi addestrare in condizioni simili a
quelle extraterrestri, anche se gli esperti dovranno lavorare ancora
parecchio prima di arrivare a un risultato soddisfacente.
Questo è senza dubbio un piccolo passo per l’uomo, ma è un grande passo per l’umanità.
(Grazie al nostro collaboratore Piddu, che con puntualità ci ha riportato questa notizia)
Argentina – Questa semplice domanda, che l’uomo da secoli si pone, è stata finalmente presa in considerazione da alcuni scienziati argentini i quali vogliono studiare gli effetti nocivi che le “emissioni” bovine possono avere sul clima.
Il metodo che i luminari argentini hanno scelto di utilizzare per raccogliere le flatulenze delle mucche ci lascia tutti di stucco; nessuno aveva mai ipotizzato l’utilizzo di un dispositivo a così alto contenuto tecnologico: un pallone di plastica collegato ai “tubi di scappamento” della mucca. Eppure i riceratori hanno reso possibile ciò che alla massa pareva impossibile.
Ma non si sono limitati solo a questo, misurando il contenuto dei palloni sono arrivati a stabilire che una mucca di 550kg emette ogni giorno dagli 800 ai 1000 litri di metano, gas 23 volte più dannoso per l’ambiente rispetto alla CO2.
Guillermo Berra, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola, afferma con stupore che il 30% delle emissioni di gas serra prodotte in argentina potrebbero derivare dai bovini.
Così un altro interrogativo che tormentva il sonno dell’umanità sin dalla notte dei tempi è stato risolto, tutto ciò grazie agli scienziati argentini, che la redazione ringrazia di cuore.
Padova - Alcuni ricercatori dell’Università di Padova hanno recentemente pubblicato i risultati della loro ricerca intitolata: Do fish count? Spontaneous discrimination of quantity in female mosquitofish (I pesci contano? Discriminazione spontanea di differenti quantità da parte delle gambusie femmine).
Dopo aver messo alla prova 318 esemplari di gambusia (Gambusia holbrooki) gli scienziati padovani sono giunti alla conclusione che i pesciolini, famosi per essere voraci mangiatori di larve di zanzara, riescono a contare i membri di un banco di pesci. Questo esercizio matematico gli permette di scegliere il banco più numeroso e di conseguenza quello che comporta un minor rischio di venire predati.
Purtroppo le gambusie incontrano alcuni problemi di fronte a gruppi di “grandi” dimensioni; infatti se il banco conta più di quattro esemplari ai poveri pesci capita sovente di prendere un abbaglio e di non percepire la differenza tra due gruppi di dimensioni leggermente diverse.
Gran Bretagna – Il risultato dello studio condotto dal King’s College London rattristerà tutti coloro che conducono una vita “rilassata” e che non badano troppo all’attività fisica o alla linea. L’emerita università londinese ha scoperto che i telomeri (regioni terminali dei cromosomi) si accorciano più rapidamente nelle persone sedentarie, causando un più rapido invecchiamento cellulare.
Il campione di studio della ricerca è composto da 2401 gemelli. I ricercatori hanno notato che in una coppia di gemelli, uno sedentario ed uno attivo, quello più dinamico sarebbe biologicamente più giovane di addirittura 10 anni.
Può rassicurare il fatto che la tesi dei ricercatori londinesi è stata scientificamente testata solo sui gemelli; che sono quindi gli unici per ora ad essere minacciati di invecchiamento biologico precoce.
Il Comitato Scientifico di rassegnastanca consiglia a tutti i “non-gemelli” di assaporare ogni minuto di vita sedentaria finché non verrà fatta una ricerca sulla loro età biologica.
fonte: (Grazie al prof. Piddu, docente di sedentarietà, per averci segnalato l’articolo)
L’idea è partita dal Perù nel 2005 ed ha trovato subito l’approvazione della Fao.
Non è facile indire un “anno internazionale”, ma sicuramente questo tema ha fatto breccia negli animi dei dirigenti dell’Onu che hanno ritenuto il tema idoneo e coerente con i rigidi requisiti posti dall’Organizzazione Internazionale.
Il tema, infatti deve essere “di interesse generale per tutti o per la maggior parte dei Paesi, e avere come obiettivi «risultati praticabili e identificabili»”.
Saranno in molti coloro che aspettavano da anni questo momento, finalmente l’Organizzazione delle Nazioni Unite gli ha accontentati; alla faccia di coloro che considerano l’Onu un’organizzazione obsoleta e lontana dai veri problemi delle genti.
Non ci resta che augurarvi un buon 2008!
fonte: (grazie a Matteo per averci segnalato la notizia) Vai all’articolo
USA – Paul Karason, un uomo di 57 anni, ha visto la sua pelle cambiare gradualmente colore fino a raggiungere una tonalità molto scura di blu. In realtà lui confessa di non essersene accorto finché un amico, che non vedeva da molto tempo, glielo ha fatto notare.
Paul racconta che da quando è diventato blu ha già subito alcuni episodi di intolleranza. Per questo motivo ha dovuto lasciare l’Oregon. Ora che ha cambiato residenza si augura che la nuova comunità lo accetti e lo accolga come qualsiasi altro essere umano.
La redazione di Rassegnastanca si sente in dovere di condannare ogni sorta di razzismo, compreso quello nei confronti degli uomini blu.
Londra - Un gruppo di scienziati austriaci ha pubblicato sulla rivista americana «Current Biology» il risultato della loro ricerca sull’intelligenza dei cani.
E’ stato dimostrato che i migliori amici dell’uomo sono in grado di “imitare selettivamente” le esperienze vissute; questa caratteristica contraddistingue anche i bambini di 14 mesi.
fonte: (grazie a Simone, esperto di Scienza, Tecnologia e Cani)